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Affrontiamo oggi un discorso relativamente complesso ma a mio avviso molto affascinante per le tante connessioni funzionali e anatomiche esistenti tra il distretto cervicale e il resto del corpo, stiamo parlando della cervicale. Ne parlo perchè questo è uno dei disturbi che più frequentemente si possono curare con un percorso di osteopatia.

Cominciamo col dire quanto sia frequente tale disturbo nel mondo occidentale specie negli ultimi decenni con l’avanzare dell’era digitale, andiamo ad analizzare alcuni numeri interessanti infatti secondo IASP il dolore cervicale affligge il 30-50% della popolazione occidentale e di questi almeno il 15% farà esperienza di dolore cronico cervicale (per cronico intendiamo una durata maggiore di tre mesi) in un qualche periodo della propria vita; in Europa la cervicalgia cronica colpisce il 15-20% della popolazione costituendo di fatto un importante fonte di disabilità.

Il dolore al collo è inteso come la classica “cervicalgia” ossia un dolore che interessa il tratto cervicale della colonna vertebrale, a tale area riconosciamo particolare attenzione in quanto si articola con l’occipite per mezzo della prima vertebra cervicale “atlante” supportando così la scatola cranica e di conseguenza tutti i suoi movimenti nello spazio atti a permettere l’orizzontalità dello sguardo nonché recepire tutte le informazioni provenienti dall’esterno, quindi grossa influenza anche sulla postura.

Anatomicamente è strutturato da 7 vertebre che distinguiamo in cervicale superiore ossia le prime due vertebre atlante ed epistrofeo e cervicale inferiore le restanti cinque vertebre; da inserzione ad una serie di muscoli su i vari piani la cui attivazione ne permette la mobilità e allo stesso tempo lo collegano strettamente al tratto dorsale della colonna, alla scapola e all’articolazione scapolo omerale della spalla.

Accoglie strutture molto importanti sia dal punto di vista vascolare che neurologico per l’irrorazione delle aree craniche e per il controllo neurovegetativo di varie funzioni quali quella cardiaca, respiratoria, deglutizione, salivazione , lacrimazione ecc..

Inoltre vi è un intima correlazione biomeccanica tra l’articolazione tempero mandibolare e il tratto cervicale specie con le prime due vertebre cervicali.

Dopo tale premessa appare chiaro quanto sia importante e complessa l’area cervicale tanto che una sua disfunzione può avere ripercussioni sull’omeostasi dell’intero organismo oltre che sul sistema posturale.

Chi ne è stato affetto sa bene che può avere uno spettro di sintomi molto vario che vanno dal semplice dolore localizzato o esteso alla base del collo e lungo i muscoli trapezi lateralmente, in genere esacerbato da alcuni movimenti fino a sintomi più importanti come capogiri, cefalea e mal di testa, instabilità posturale, dolore sovraorbitario, acufene, nausea ect..

Tra le cause più comuni riscontriamo:

  • Traumi diretti
  • Colpo di frusta
  • Contratture muscolari
  • Artrosi cervicale
  • Sindrome delle faccette articolari
  • Artrite reumatoide
  • Fratture vertebrali

Esaminando le possibili cause destano particolare rilevanza le alterazioni posturali che possono avere un importante impatto sul dolore cervicale come ad esempio la rettilineizzazione del tratto cervicale quindi la perdita della fisiologica curva o lordosi cervicale oggi molto comune per via dell’assiduo utilizzo di smartphone e computer, ciò produce tensioni alla muscolatura e al sistema fasciale superficiale e profondo che inguaina le arterie e i nervi passanti nell’area cervicale provocandone talvolta sofferenza.

Non da meno la deglutizione e l’apparato gastro enterico potrebbero perturbare la cervicale e adesso vediamo in che modo..

L’esofago, nella sua porzione superiore ritroviamo lo sfintere esofageo superiore (SES) proiettato proprio dinanzi alla quinta e sesta vertebra cervicale, la cui funzione è quella di far transitare il bolo cioè il cibo quindi partecipa attivamente alla fase deglutitoria assieme alla lingua a cui è fedelmente connesso mediante la fascia bucco faringea; una disfunzione a tale livello potrebbe non solo compromettere l’atto deglutitorio ma il rachide cervicale stesso e se pensiamo che in media deglutiamo 2.000 volte nell’arco di un solo giorno risulta semplice carpirne gli eventuali effetti negativi a carico del distretto in questione.

Mentre per quel che riguarda la porzione inferiore dell’esofago essa attraversa il muscolo diaframma contraendo rapporti con l’intestino tenue per mezzo di un sistema di mesi e legamenti, ecco perché un problema enterico quindi dell’intestino può riverberare sull’area cervicale proprio attraverso queste strutture.

Quindi se non hai avuto alcun trauma e soffri di dolore nell’area cervicale con episodi di mal di testa, sensazione di copogiro o qualsiasi altro disagio già elencato prima, il tuo problema potrebbe essere dipeso da una di queste disfunzioni di cui abbiamo discusso. (Non esitare a contattarmi per una valutazione del tuo singolo caso)

L’Osteopatia integrata ad un attento esame posturale può essere d’aiuto nella risoluzione del dolore ricercando le possibili cause.

Andranno valutati i singoli distretti relativi alla deglutizione, all’articolazione temporo mandibolare, colonna vertebrale e visceri annessi, si agirà mediante un trattamento specifico sulle aree disfunzionali per poter ripristinare la corretta funzione.

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“L’osteopata cerca di capire come le strutture del corpo interagiscono tra loro e come queste interazioni possono influenzare la salute”